Gesù […]
per coloro che muoiono nel nome tuo,
apri le grandi porte del Paradiso
e fai loro vedere
che la tua mano
era fresca e vellutata,
vellutata e fresca,
come qualsiasi fiore,
e che forse loro troppo audaci
non hanno capito che il silenzio era Dio
e si sono sentiti oppressi
da questo silenzio
che era solo una nuvola di canto
Alda Merini, Corpo d’amore
Quante volte, credenti e non, vorremmo una risposta alle nostre sofferenze e ci sentiamo oppressi dal fatto che questa risposta non arriva.
Per Alda Merini questo silenzio era Dio stesso. Ma se Dio è silenzio, che senso ha per noi la sua presenza? Com’è possibile morire, come dice l’inizio della poesia, per Qualcuno che è solo silenzio?
Può bastare, per giustificare questo silenzio, sapere che in realtà è una nuvola di canto? Qualcosa di bello e armonioso, quindi, ma che è offuscato in modo tale da non poter arrivare fino a terra?
Come sempre la poesia di Merini è bellissima e densa di significato, tuttavia, nella seconda parte, quella più intensa, per me non arriva a dare una risposta compiuta alla grande domanda che si pone.