Unione

“L’unione fa la forza.”

Proverbio

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Molti dei fatti di questi giorni, dalla crisi post elettorale negli USA alla paventata e probabile crisi di governo in Italia, indicano con chiarezza quanto la divisione, l’accentuazione delle differenze portata alle estreme conseguenze, produce spesso soltanto ulteriore caos e quasi mai un effettivo miglioramento delle condizioni di partenza.

Certo, al giorno d’oggi, con il prevalere e talvolta il dilagare degli individualismi personali e nazionali, parlare di ‘unione‘ può apparire una cosa da deboli, da persone senza spina dorsale. Ma io credo invece che sia l’unica strada per rimetterci in carreggiata e riprendere il cammino. Unione come capacità di mettere insieme, di valorizzare i punti comuni più che ciò che divide, il dialogo più dello scontro, il confronto, anche animato, più dell’autocelebrazione.

Viviamo in un continente che, con tutti i difetti visibili e al netto anche di quelli più nascosti, ha fatto, nel tentativo di unire, lo sforzo culturale, economico e politico più importante degli ultimi trent’anni. Chi ha voluto e contribuito a crere l’Unione Europea lo ha fatto consapevole della distruzione provocata dalle due guerre mondiali, con i loro bombardamenti, le lacerazioni, le centinaia di migliaia di morti, le deportazioni; lo ha fatto quindi nella forte convinzione che quei fatti non dovessero ripetersi, che l’Europa dovesse essere teatro di pace e di libertà e non di guerre e dittature.

Io non sono d’accordo con chi descrive l’epoca attuale paragonandola a quella di metà degli anni ’40 del secolo scorso: basta vedere le immagini o leggere qualche testimonianza di quel periodo per capire che la nostra situazione attuale, per quanto sicuramente precaria e drammatica, non è paragonabile al disastro di quei giorni. Eppure, pur con differenze notevoli, oggi come allora è necessario ritrovare le forze e le motivazioni per una ripartenza, per una rinascita.

Basta fare riferimento alla saggezza popolare per riconoscere che ‘l’unione fa la forza’, che quando siamo fragili e smarriti è solo insieme ad altri che troviamo le energie per sentirci più forti.

Chi ha ancora qualche dubbio provi a dare un’occhiata al video qua sopra e si chieda in quale personaggio si riconosce di più: nel militare che dorme, nel motociclista spazientito o nella coppia che litiga, in chi si protegge dalla pioggia o in chi cerca una strada alternativa? Oppure nel bambino che, all’inizio sfiorando il ridicolo, si mette a spingere l’albero stimolando la partecipazione di tutti e rendendone possibile lo spostamento? Qualunque sia il personaggio preferito sono evidenti due cose: che è sempre necessario qualcuno che prende l’iniziativa e che smuove gli altri dall’inerzia e che, soprattutto, per portare a termine l’impresa c’è bisogno dell’aiuto di tutti.

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