Come salvarsi?

“Nessuno si salva da solo,

o ci salviamo in comunità o non ci salviamo.”

PAPA FRANCESCO

Una comunità è un insieme di persone unite fra loro da rapporti sociali, linguistici e morali, vincoli organizzativi, interessi e consuetudini comuni.

Per far parte di una comunità, quindi, non è sufficiente viverci dentro, ma è fondamentale riconoscersi in essa, sentirsene parte. Se questo non succede, le persone pur essendo fisicamente all’interno di un gruppo, agiscono individualmente, entrano in competizione e vivono la situazione per la quale il proprio successo dipende in parte o del tutto dalla sconfitta degli altri.

Le parole di Papa Francesco, ad una prima lettura, sembrano quelle di un nonno che si rivolge ai nipoti dandogli dei consigli morali su come vivere la propria vita. Se si analizzano più in profondità, però, oltre agli stimoli individuali che restano tali in tutta la loro importanza, questi pensieri assumono la statura e l’importanza delle convinzioni espresse da una persona che, al di là del credo religioso di ognuno, resta una delle più importanti e influenti del mondo.

Vediamo ogni giorno come la comunità globale è sempre meno una comunità così come l’abbiamo definita, ma un insieme di Paesi che si scontrano e competono fra loro più o meno sotto traccia. Lo vediamo nella sostanziale inutilità pratica di organizzazioni internazionali, come le Nazioni Unite, nate proprio per accompagnare la nascita e il rafforzamento di una comunità internazionale, la fatica di altre, come l’Unione Europea, a porsi come soggetto riconosciuto anche in contesti internazionali più ridotti. Lo vediamo, come nella cronaca di questi giorni, nelle operazioni di spionaggio messe in atto dai servizi segreti di alcuni Paesi nei confronti di alcuni leader mondiali per determinare il loro successo a danno di altri o la loro caduta. Nelle guerre che, nell’interesse di pochi e nell’indifferenza di molti, provocano sofferenze enormi a centinaia di migliaia di persone. Nella ricerca spasmodica di vaccini, condotta nell’indifferenza più cinica nei confronti di intere popolazioni che ancora non ne hanno avuto accesso se non a pochissime e insufficienti dosi.

Come uscire da questa condizione? Le parole di Papa Francesco indicano una strada: nessuno può uscirne da solo, l’individualismo porterà soltanto al passaggio da un’emergenza a un’altra, da una competizione all’altra. Solo definendo finalmente i rapporti sociali e i valori che devono tenere insieme la comunità umana possiamo giungere ad una salvezza collettiva, scongiurando l’esito finale di una lotta di tutti contro tutti che potrà essere soltanto quello di una sconfitta globale.

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