Quante volte ci sentiamo incompleti, che ci manca qualcosa. E questa mancanza ci fa sentire insufficienti e ci fa godere meno di quanto potremmo di tutto ciò che abbiamo e che dovremmo mettere a disposizione.
Eppure è proprio ciò che ci manca che ci fa aprire agli altri e ce li fa amare. Perché spesso, in fondo, cerchiamo negli altri quello che non abbiamo.
Dovremmo imparare ad amare quella casella mancante del nostro puzzle, perché trovandola negli altri ci sentiamo parte di un tutto, di una comunità che si riconosce e che si sostiene. E che proprio grazie a quell’assenza è più unita e solidale.
Perché alla fine, come scriveva De Andrè, “quello che non ho è quel che non mi manca.”