Vaccini, che fare?

E’ in corso in queste ore un dibattito pubblico sull’opportunità di vaccinarsi contro il Covid-19, sugli effetti collaterali e sull’eventualità di rendere obbligatoria questa vaccinazione. Questo dibattito mi ha lasciato sbalordito, perché personalmente non ho il minimo dubbio sul fatto che mi vaccinerò appena possibile e anche perché molte delle motivazioni addotte da chi manifesta perplessità e dubbi mi sembrano poco veritiere, per non dire, in alcuni casi, persino risibili.

Sono convinto che molti di quelli che in queste ore si scagliano contro la campagna vaccinale non hanno visto da vicino il potenziale distruttivo di questo maledetto virus; non lo hanno visto in azioni nei confronti di parenti ed amici, non lo hanno combattuto all’interno di un reparto ospedaliero. Credo non possa essere altrimenti, perchè mi sembra incomprensibile che, di fronte ad una sciagura di queste dimensioni, si possa continuare a fare distinzioni e sottigliezze.

Mi fido della scienza e credo che il vaccino, seppur sviluppato molto rapidamente, abbia realmente affrontato e superato le varie tappe previste dai protocolli internazionali. Certo, se penso ad alcune affermazioni terrorizzate e terrorizzanti sui suoi effetti collaterali, mi viene da pensare che chi esprime certe considerazioni non abbia mai dato un’occhiata al ‘bugiardino’ di molti dei medicinali che vengono utilizzati a tonnellate ogni anno e che posso anch’essi avere, almeno a livello teorico, degli effetti devastanti.

La mia sicurezza nell’utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per combattere il coronavirus e la mia poca propensione al dialogo nei confronti dei cosiddetti no vax nascono probabilmente anche dal fatto di essere stato diverse volte in Africa e dall’aver visto con i miei occhi quanto intere popolazioni vorrebbero avere accesso ai vaccini e alle cure che, invece, vengono loro drammaticamente precluse.

Alla luce di tutto questo, istintivamente, ma anche razionalmente, mi viene da sostenere con forza l’obbligo di vaccinazione per tutti, fatta eccezione ovviamente per coloro che hanno particolari fragilità che li rendono non idonei a questa procedura.

Eppure, nonostante questa convinzione profonda, credo anche che in questo periodo storico così complesso lo Stato, insieme al sacrosanto diritto e dovere di non cedere le proprie prerogative, compresa quella, se necessario, di limitare la libertà individuale, debba anche fare tutto il possibile per non alimentare le divisioni già esistenti e per non provocare lacerazioni profonde su temi così sensibili. Credo, insomma, che lo Stato possa e debba utilizzare la propria autorità solo quando abbia fatto tutto il possibile per esercitare, evidentemente senza risultato, la propria autorevolezza.

Quindi, prima di rendere obbligatoria la vaccinazione, situazione che pure potrà rendersi necessaria, la priorità di questi mesi, nei quali i vaccini arriveranno scaglionati e di conseguenza la loro somministrazione, dovrà essere quella di creare, sviluppare e lanciare una grande campagna di comunicazione, che racconti la sicurezza di questa soluzione, la sua importanza per proteggere sè stessi e gli altri e la debolezza delle argomentazioni di chi sostiene il contrario. Solo successivamente ed eventualmente, ma a quel punto con tutta la legittimità possibile, si potrà procedere con azioni maggiormente coercitive.

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