Sobrietà

Si usa dire che è ‘sobrio’ colui che non si ubriaca, perchè la sobrietà è la caratteristica, la dote, di colui che sa usare con moderazione le cose di cui dispone. Si potrebbero fare tanti esempi di come l’uso saggio dei beni facilita la loro condivisione: se vado ad una festa e non faccio per niente caso al numero delle persone e alla quantità di cibo, rischio di mangiare più del dovuto e di mettere in difficoltà il padrone di casa; al contrario se alla stessa festa mi servo con moderazione faccio in modo che il cibo sia a disposizione anche di chi eventualmente si presenterà con un po’ di ritardo. Lo stesso tipo di esempio lo si può fare di chi egemonizza una discussione non lasciando agli altri la possibilità di esprimere la propria opinione e di chi, viceversa, ascolta cosa hanno da dire gli altri ed esprime la propria idea con forza e determinazione ma senza imporla. Passando dal micro al macro, è facile fare l’esempio dell’uso, abuso e spreco di cibo, spesso importato, dei Paesi ricchi a fronte della scarsità endemica, purtroppo ancora attuale, di una bella fetta di mondo.

La sobrietà, quindi, è l’esatto contrario dell’individualismo e marcia invece a fianco della giustizia. Anzi, potremmo dire che la sobrietà riesce ad essere un valore riconosciuto solo quando l’individualismo spietato lascia la strada alla cura dell’altro, ad un’attenzione al prossimo, specialmente quando questo è scartato dalla società.

Se pensiamo alla politica di oggi, ma anche a una parte rilevante del giornalismo, per non parlare di ciò che spesso leggiamo sui social network, ci accorgiamo di quanto sarebbe necessaria la sobrietà nei giudizi, nelle affermazioni, nelle prese di posizione. In una società nella quale l’idea migliore non è quella meglio argomentata ma quella urlata più forte, chi prova a ragionare e a provare le proprie convinzioni rischia di passare per debole e antiquato.

Lo spettacolo che la politica nazionale sta dando in questi giorni sembra per l’ennesima volta dimostrare il contrario, ma sarebbe bello se il drammatico momento che stiamo vivendo portasse almeno in dote una rinnovata capacità di mantenere il controllo delle situazioni, eliminando il superfluo e andando il più possibile all’essenzialità delle cose.

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